Nelle stazioni arrivano le telecamere
Saranno pronte a Ferragosto le prime telecamere e colonnine sos installate nei luoghi sensibili come stazioni ferroviarie e della metro, capolinea dei bus e parcheggi di scambio. Dopo un’operazione di monitoraggio verranno individuati tra i 5 e 7 luoghi nei quali non esistono ostacoli all’installazione e il collegamento delle telecamere. A fornire il programma degli interventi che porteranno all’operatività di 690 telecamere e 91 colonnine sos in 23 siti pericolosi è stata la commissione speciale del Comune per le politiche della sicurezza presieduta da Fabrizio Santori.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276724
E dopo koala e canguri bagno di folla con i giovani
nostro inviato a SydneyLa fotografia è un’immagine biblica: Benedetto XVI, il Papa, il vicario di Cristo, accanto al serpente, il simbolo del diavolo, del potere del male. L’ultima giornata di riposo del pontefice nella residenza dell’Opus Dei a Richmond, nel sobborgo semirurale di Sydney, si conclude con l’incontro tra il Papa e le specie animali tipiche dell’Australia, un ambiente naturale eccezionale. Così, proveniente dal Taronga zoo di Sydney, Ratzinger ha potuto accarezzare un piccolo canguro, si è avvicinato a un piccolo coccodrillo d’acqua, ha visto un ekidna, un opossum, un pitone e un koala. Aveva fatto il giro del mondo, nel primo viaggio di Giovanni Paolo II, la foto del pontefice sorridente con in braccio un koala. Anche a Benedetto XVI è stato offerto di prendere in braccio l’animale, ma il Papa ha simpaticamente rifiutato l’offerta, limitandosi ad accarezzarlo dicendo: «È più sicuro tra le braccia del suo custode». Nel momento della foto ricordo finale, con gli addetti dello zoo, e gli animali, Benedetto XVI è capitato accanto al giovane che teneva il pitone, il quale si è avvicinato al pontefice sguainando la lingua biforcuta, senza che Ratzinger si scomponesse.Nel pomeriggio di ieri il Papa è arrivato in città dopo aver lasciato la residenza, alla quale ha donato un mosaico riproducente la Madonna madre della Chiesa che sta incastonata, per volere di Wojtyla dopo l’attentato, sull’angolo del palazzo apostolico che si affaccia su piazza San Pietro.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276592
Palasharp, veto del Pd: «C’è Festa democratica»
«Ci mancherebbe, ma il Palasharp è occupato». Alla collezione dei «ci mancherebbe, ma…», i musulmani – tuttora alla ricerca di un posto per la preghiera – possono aggiungere il rifiuto del Pd: «Non vogliamo mandarli via – precisa il neosegretario metropolitano del Pd, Ezio Casati – ma quel giorno il Palasharp è già occupato dalla nostra Festa democratica. Abbiamo già un contratto con il gestore dell’impianto e dei contratti con gli artisti». «Onestamente c’è una sovrapposizione – spiegano al partito – nell’ultimo venerdì di agosto ci sono iniziative già programmate». Il giorno della preghiera è fra i più fitti di eventi: la Festa ex Unità nel fine settimana ha in programma stand e appuntamenti dal mattino alla sera, e la sala è prenotata da spettacoli e ristorazione. «Il problema – dicono dal coordinamento provinciale del partito – è legato all’afflusso e al deflusso delle persone. Ci sono due entrate diverse, una è quella che si usa uscendo dalla metro, per la preghiera si potrebbe usare l’altra, il problema è logistico, bisogna vedere il calendario».Una delegazione del Pd ieri ha incontrato il prefetto di Milano, rammaricandosi del fatto che «ad oggi non esiste alcun tipo di soluzione definitiva e tutte quelle sin qui ipotizzate risultano impraticabili». «Non va bene questo pellegrinaggio della preghiera – dice Casati – e dimostra immaturità nell’affrontare i problemi».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276692
Ora Katia Ricciarelli è brava a far le stecche
Ve la immaginate Katia Ricciarelli nei panni della soprano più stonato del mondo? Basta andare stasera a Borgio Verezzi, dove la cantante lirica ormai ceduta al cinema e al teatro veste i panni di Florence Foster Jenkins nello spettacolo «Gloriosa» di Peter Quilter. Insieme a lei in scena Fioretta Mari nel ruolo di Dorothy, Gianni Garko in quello di St-Clair, Filippo Sandon Cosme McMoon, Barbara Begala Maria e Rita Montes Mrs Verindah-Gedge. «Gloriosa» (con le scene di Massimiliano Nocente, i costumi di Teresa Acone e la regia di Enrico Maria Lamanna) narra la storia autentica di Florence Foster Jenkins, donna decisamente originale, che ebbe un successo strepitoso negli anni ‘30 e ‘40 in America, dove divenne famosa nel mondo dello spettacolo, e della lirica in particolare, per una sua qualità singolarissima: l’essere stonata. Non un po’ stonata, non incapace di raggiungere solo alcune note, le più ardue, ma stonata in modo minuzioso, totale. Verrebbe da dire, ascoltando i suoi dischi, apocalittico. Ciò nonostante Florence conquistò il pubblico, che col passar del tempo le si affezionò fino a regalarle il successo e la memoria che, evidentemente, ancora perdura. Certo chi partecipò al suo ultimo, trionfale, concerto alla Carnegie Hall di New York il 25 ottobre 1944, non ne applaudì la perizia vocale poiché è chiaro dalle registrazioni che di lei ci rimangono che non avesse né senso del ritmo, né tantomeno il senso del tono ma certamente si spellò l’ugola in risate e le mani applaudendone la costanza, l’innocente convinzione di essere un’interprete strepitosa, dotata di una voce celestiale, quella che, da sempre, sin da quando era bambina, Florence fu convinta di possedere.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276768
Palasharp, veto del Pd: «C’è Festa democratica»
«Ci mancherebbe, ma il Palasharp è occupato». Alla collezione dei «ci mancherebbe, ma…», i musulmani – tuttora alla ricerca di un posto per la preghiera – possono aggiungere il rifiuto del Pd: «Non vogliamo mandarli via – precisa il neosegretario metropolitano del Pd, Ezio Casati – ma quel giorno il Palasharp è già occupato dalla nostra Festa democratica. Abbiamo già un contratto con il gestore dell’impianto e dei contratti con gli artisti». «Onestamente c’è una sovrapposizione – spiegano al partito – nell’ultimo venerdì di agosto ci sono iniziative già programmate». Il giorno della preghiera è fra i più fitti di eventi: la Festa ex Unità nel fine settimana ha in programma stand e appuntamenti dal mattino alla sera, e la sala è prenotata da spettacoli e ristorazione. «Il problema – dicono dal coordinamento provinciale del partito – è legato all’afflusso e al deflusso delle persone. Ci sono due entrate diverse, una è quella che si usa uscendo dalla metro, per la preghiera si potrebbe usare l’altra, il problema è logistico, bisogna vedere il calendario».Una delegazione del Pd ieri ha incontrato il prefetto di Milano, rammaricandosi del fatto che «ad oggi non esiste alcun tipo di soluzione definitiva e tutte quelle sin qui ipotizzate risultano impraticabili». «Non va bene questo pellegrinaggio della preghiera – dice Casati – e dimostra immaturità nell’affrontare i problemi».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276692
Il massacro dei Romanov:
Si potrebbe obiettare che rispetto all’evento in sé fu una vicenda minore, che in fondo riguardò un pugno di persone rispetto alle grandi masse che di quella rivoluzione furono in vario modo protagoniste. È in quest’ottica, del resto, che nei tre volumi di E. H. Carr a essa dedicati, un classico della storiografia anni Cinquanta, la vicenda è liquidata in poco meno di una frase…
Eppure, se non ci si fa abbacinare dalle dimensioni e si sa leggere nel profondo delle decisioni, c’è in quella condanna a morte più simile a una strage mafiosa che a un’esecuzione politica, la chiave di volta per capire cosa sia stato il «terrore» inteso in senso pratico e ideologico.
La liceità del terrore non è qualcosa che si assume a cuor leggero e i primi a saperlo furono proprio quelli che la attuarono. Non ci si deve accontentare della spiegazione che, a posteriori, ne diede un rivoluzionario di professione come Trockij: «La decisione non fu soltanto opportuna, ma necessaria. La durezza di questa giustizia sommaria mostrò a tutto il mondo che eravamo decisi a combattere senza pietà, non guardando in faccia a nessuno». Fosse stato davvero così, fosse stata un’esecuzione per terrorizzare il nemico e rinsaldare le proprie file, Lenin e i suoi l’avrebbero rivendicata sin dall’inizio, gridata ai quattro venti, e non nascosta, negata e/o minimizzata come a lungo fecero.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276612
Hello world!
Welcome to WordPress.com. This is your first post. Edit or delete it and start blogging!