Alfano grazia la Guzzanti e da Di Pietro arriva l’insulto
Le ha fatto la «grazia» perché fiducioso del perdono del Papa, arrivato infatti per bocca del direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, che ha detto che Benedetto XVI «considera certamente conclusa la vicenda». Ma per grazia ricevuta, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, non riceverà alcuno «sconto»: né dalla diretta interessata, Sabina Guzzanti, la «graziata» visto che il ministro non ha concesso l’autorizzazione al processo per vilipendio al Pontefice in relazione al «No Cav Day» di piazza Navona; né da chi la sostiene. L’annuncio di Alfano ieri: «Come tutti i cittadini – ha detto – anche io ho accolto con tristezza e indignazione le parole della Guzzanti. Ho sentito il parere degli uffici che concludono per la procedibilità, ma ho deciso di non concedere l’autorizzazione perché, conoscendo lo spessore e l’autorevolezza del Papa, credo che la sua capacità di perdono prevalga sulle offese stesse. La Guzzanti si è già assunta le proprie responsabilità, e la stagione delle riforme impone di spegnere i fuochi e non appiccare nuovi incendi». Puntuali i primi insulti, da Di Pietro: «Alfano non venda come opera di magnanimità un atto di paura»
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291547
La questione morale ci riguarda
La sparo grossa? Ebbene sì: resto dell’idea (finora espressa in privato) che il professor Galli della Loggia proprio torto non abbia. Che abbia ragione, care lettrici e cari lettori, a dire che non siamo – noi centrosinistra- «l’altra Italia». Non siamo nemmeno uguali al centrodestra, aggiungo io, su questo ci giurerei, perché facciamo riferimento – mediamente – a valori diversi. Quando ci mobilitiamo, crediamo in genere a quello che diciamo. Costituzione, libertà di stampa, uguaglianza. Ma certo anche tra i paladini della legge uguale per tutti ci sono quelli che nella vita di ogni giorno chiedono favori per questo o quel concorso pubblico. Ma certo anche tra chi evoca a ogni comizio il famoso editto bulgaro (Biagi-Santoro-Luttazzi) c’è chi applica volentieri la censura agli altri se appena gli serve o deve risolvere sbrigativamente le sue private inimicizie. Ma certo, ancora, tra chi denuncia ad alta voce il famigerato conflitto d’interessi c’è chi legifera a favore dei propri interessi personali o di partito al riparo dell’ombra lunga del conflitto più grande e smisurato del premier. Lo so: il baricentro, i simboli, il codice morale che muove in genere i nostri comportamenti, non coincidono affatto con quelli del centrodestra. Epperò eccoci qua tutti insieme a interrogarci su quale sia la vera cifra morale del nostro personale politico. La questione abruzzese è arrivata infatti come una tramvata addosso agli elettori e ai militanti di quella che fu un giorno l’Unione.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77176
Nelle stazioni arrivano le telecamere
Saranno pronte a Ferragosto le prime telecamere e colonnine sos installate nei luoghi sensibili come stazioni ferroviarie e della metro, capolinea dei bus e parcheggi di scambio. Dopo un’operazione di monitoraggio verranno individuati tra i 5 e 7 luoghi nei quali non esistono ostacoli all’installazione e il collegamento delle telecamere. A fornire il programma degli interventi che porteranno all’operatività di 690 telecamere e 91 colonnine sos in 23 siti pericolosi è stata la commissione speciale del Comune per le politiche della sicurezza presieduta da Fabrizio Santori.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276724