Adesso anche i sindaci
Il “sei” che non arriva da 78 concorsi, il montepremi che schianta ogni record – quasi 116 milioni di euro -, la sete di fortuna degli italiani che cresce di giorno in giorno (spesi 55 milioni e mezzo solo nell’ultimo fine settimana).
E perché Sisal e Superenalotto siano portate alla sbarra con l’accusa di alimentare la “febbre da gioco” e danneggiare la salute dei cittadini.I comuni che entrano in tabaccheria sono tre, almeno per il momento.
I consumatori chiedono di congelare la vincita per contrastare la “febbre da gioco” e di spartire i milioni tra chi realizzerà il cinque.
La procura capitolina ha aperto un fascicolo (senza reati e senza indagati) sulla base di un’istruttoria avviata dall’Antitrust, che imputa a Sisal l’abuso di posizione dominante per quanto riguarda la distribuzione on line delle schede Superenalotto: le società concorrenti non riescono ad accedere alla rete telematica della concessionaria.
Fonte:
http://www.avvenire.it/Cronaca/Adesso+anche+i+sindaci+a+caccia+del+jackpot_200908040932184400000.htm
Adesso serve la rivoluzione
Comprensibilmente l’attenzione è oggi concentrata sul solo caso Alitalia. Dove un sindacato irresponsabile, la Cgil, e una corporazione, quella dei piloti, che si è fatta sindacato, hanno compromesso l’ultimo tentativo per non far fallire l’azienda. Ma converrebbe guardare un po’ più in là. Alitalia, purtroppo, non è un’eccezione. Migliaia di altre imprese, in questi anni, sono passate per un trattamento simile.
Il disgustoso applauso per la trattativa che si è interrotta sintetizza alla perfezione un modo di pensare così radicato nel nostro sindacalismo. Il principio è semplice: non conta l’azienda, non contano i prodotti o i servizi, men che mai contano i clienti. Anche al costo di morire, ciò che è importante è il lavoratore. Il monarca assoluto del nostro sistema capitalistico, in cui gli utenti, i cittadini non valgono nulla. E sulla base di questo principio si è costruita un’impalcatura giuridica altrettanto assurda: che va dall’intoccabilità dello Statuto dei lavoratori, approvato quasi 40 anni fa, a una giurisprudenza per cui la parte, supposta ex lege debole, il lavoratore appunto, ha sempre e comunque ragione.
Berlusconi sta facendo di tutto per trovare una soluzione ad Alitalia. Ma non perda di vista la grande preda: rivoluzionare il rapporto tra imprese e lavoratori vale cento volte il salvataggio di Alitalia. E se il costo (si fa per dire) è quello di rinunciare alla Cgil si proceda.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=292218