Quando un vicino gli regala una Bibbia avuta da un predicatore pentecostale – una Bibbia in italiano, nella traduzione di Lutero – Manduzio vi si immerge totalmente, scoprendo che nel testo biblico non si faceva parola né della Trinità né del Papa né di Gesù e che vi si narrava invece di un popolo perduto in paesi lontani a cui Dio apparve sulla montagna consegnando la ‘vera fede’.
Ma quando vennero casualmente a sapere che di ebrei sulla faccia della terra, e perfino in Italia, ce ne erano ancora molti, e che se volevano essere davvero ebrei dovevano mettersi in contatto con loro, decisero di scrivere a Roma e di informare il rabbino capo dell’esistenza della loro comunità, chiedendo di essere convertiti.
Figure affascinanti, di persone qualunque o di mistici e intellettuali, come Giulio Cesare Gambardella, un giovane napoletano tormentato da una deformità fisica e considerato ‘scemo di cervello’, torturato e condannato al carcere perpetuo nel 1579, come Giovanni Leonardo Gatto, anch’egli napoletano, dottore in legge, dichiarato insano di mente, e soprattutto come il pugliese Ottavio d’Arimini, filosofo e teologo, che sarà giustiziato a Roma dopo un processo in cui si era dimostrato ‘del tutto miscredente dela fede christiana’ e credente invece in ‘un solo Iddio in cielo a costume di hebrei’.
Un altro caso interessante è quello di Scipione Vallati, anch’egli di origine pugliese, un giovane colto che a Napoli nel 1605 decide di rifiutare il cattolicesimo e di farsi ebreo, arrivando a tentare di circoncidersi.
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