Berlusconi poliziotto – Fronte del video
Dice la Littizzetto che i Berlusconi sono due, quando uno è già troppo. Comunque, uno sarebbe quello sorridente e barzellettiere, il secondo quello trucido che tuona contro i comunisti. Uno quello che fa le corna nei consessi internazionali e l’altro quello che ordina al ministro dell’ Interno di mandare la polizia contro gli studenti. Uno quello per cui bisogna lasciar fare al mercato, l’altro quello per cui lo Stato si deve accollare tutti i costi e lasciare gli utili ai privati. Insomma, Berlusconi è un po’ come nei telefilm, dove c’è il poliziotto buono e quello cattivo, ma tutti e due recitano una parte. I poliziotti dei gialli, però, cercano di incastrare i delinquenti, mentre Berlusconi incastra i cittadini. Nei giorni scorsi, per esempio, incontrando gli industriali, li ha scoraggiati dall’investire soldi per fare spot sulle reti Rai, che secondo lui sarebbero «negative». Positive, ovviamente, le sue, che già si mangiano la fetta più grande della pubblicità.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80348
La storia all’ombra del re Sole
Cade decisamente a proposito la pubblicazione, presso Mondadori, del volume di Max Gallo, Il Re Sole. A rompere la noia – e la banalità, per lo più – della chiacchiera ferragostana s’era affacciata una nuova provocazione intorno all’eterno dibattito su come si debba fare e scrivere la storia in una società di massa: se rigorosamente, sempre e solo, sulla base e sotto traccia di una rigorosa documentazione, o se affidandosi all’abbrivio, all’inventiva e – perché no – alla fantasia del romanziere.
Apparentemente è una questione trita e ritrita, e un po’ anche vieta. In realtà rappresenta una sfida culturale del massimo rilievo civile, oltre che di grande spessore scientifico. Solleva, infatti, un dilemma centrale della riflessione storiografica cui i cultori della materia non possono sfuggire. Ma tocca anche un nervo scoperto del costume civile e della democrazia «materiale» del nostro Paese: bulimico di passione politica, anoressico di riflessioni e di letture critico-formative. Un nervo scoperto che è anche – e, forse, soprattutto – dell’establishment culturale, segnatamente dell’accademia: perennemente pensosa delle magnifiche sorti e progressive della nostra stentata democrazia, ma anche incorreggibilmente elitaria, al fondo disinteressata a fornire una letteratura popolare, capace cioè di raggiungere e interessare il largo pubblico.
Il dilemma, per restare al campo storico che qui ci preme trattare, è unire una ricerca rigorosa sull’argomento scelto e una resa narrativa efficace, così come si conviene appunto al pubblico di una società di massa.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287212
Keira, la «nonna» di lady D aprirà il festival del cinema
Saranno Keira Knightley, Ralph Fiennes, Bruno Ganz e Alexandra Maria Lara le prime star della terza edizione del Festival internazionale del Film di Roma, nuovo nome della rassegna che si presenterà al pubblico romano dal 22 al 31 ottobre rinnovata e con la direzione di Gian Luigi Rondi. La Knightley e Fiennes sono i protagonisti di The Duchess, il primo film che sarà presentato nella sezione «Anteprima», nell’ambito della selezione ufficiale. Il film, diretto da Saul Dibb, racconta la vita piena di fascino e di eccessi della Duchessa di Devonshire, settecentesca antenata di Lady Diana, interpretata dalla tormentata attrice inglese. Il secondo film della sezione ci porta invece nella violenta Germania anni Settanta racconta le nefandezze della Banda Baader Meinhof. Il film è diretto da Uli Edel e interpretato da Bruno Ganz e Alexandra Maria Lara.La selezione di «Cinema 2008» propone tra gli altri in anteprima mondiale 8 (Huit), film che è vuole aiutare, con il sostegno dell’Onu, la lotta alla fame nel mondo. Otto registi tra i più noti (Jane Campion, Gael Garcia Bernal, Jan Kounen, Mira Nair, Gaspar Noè, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant e Wim Wenders) sono stati coinvolti nel progetto e firmano ognuno un segmento della pellicola. Sempre in «Cinema 2008», Isabelle Huppert è la protagonista del film franco-cambogiano Un barrage contre le Pacifique di Rithy Panh, tratto da un romanzo di Marguerite Duras.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284944
Agosto gratis al Museo del Design
Nel 2009 verrà completamente rinnovato, quindi vederlo gratis è un’occasione da non perdere. Dal 1 al 31 di questo mese (15 compreso, lunedì esclusi, dalle 10.30 alle 20.30), grazie anche a Banca Popolare di Milano, il Triennale Design Museum in via Alemagna è aperto al pubblico a ingresso libero, insieme allo Studio Museo Achille Castiglioni e alla mostra «Made in Cassina». Tra i temi espositivi, «Che cosa è il design italiano?», racconto per filmati e oggetti realizzato con il contributo speciale di Ermanno Olmi, Antonio Capuano, Pappi Corsicato, Davide Ferrario, Daniele Luchetti, Mario Martone e Silvio Soldini e Peter Greenaway. A tutti i visitatori col biglietto di ingresso al museo viene dato in omaggio un numero speciale monografico dell’Europeo progettato per la nascita di Triennale Design Museum e la scultura da viaggio di Munari (ed. Corraini).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280225
Ronaldinho, i lussi del premier-padrone
Sembra quasi un destino forzato che quando c’è di mezzo Berlusconi si finisca in un buco nero (rossonero, dal momento che parliamo di Ronaldo de Assis Moreira, acquistato, come sembra, dal Milan dopo l’autorizzazione telefonica del Presidente del Consiglio per 20 milioni e un contratto triennale per il campione da 6,5 milioni netti a stagione). Eppure un destino non è: non è colpa nostra ma merito (!?!) suo se lui è in mezzo a quasi tutto, anche se per il conflitto di interessi quando è al Governo nominalmente molla la presidenza del Milan – e solo quella – lasciando a Galliani l’interinato. Neppure è colpa nostra se per chi nota tale macroscopica ’stranezza’ è sempre in agguato l’accusa di antiberlusconismo o di demagogia acuta. Finisce che tentano di farti sentire paradossalmente un ‘eccentrico’ mentre dovrebbe essere il contrario giacché ti occupi di un Signore straordinariamente centripeto. Saresti tu il reo di fargli le pulci come se ci fosse qualcosa di pregiudizievole o di personale: eppure anche questa inflazione berlusconica non dipende da te, ma da lui, che riesce quasi a farti sentire in torto. Ma ce l’avete sempre con me, sembra dire o dice letteralmente, magari per farti lasciar perdere prendendoti per stanchezza o noia da ripetitività. Un mago, in tutto, e come si legge anche nel calcio.Che ti fa? Ti acquista un passato ‘pallone d’oro’ per una cifra considerevole, colmandolo di denaro, incurante delle esperienze precedenti milaniste con Rivaldo e il Ronaldo di ritorno.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77178
Del Turco, il sindacalista diventato politico con la Seconda Repubblica
Dal 2005, elezioni amministrative del 3 e 4 aprile, Ottaviano Del Turco, ex ministro delle Finanze, è presidente della Regione Abruzzo, per la coalizione dell’Unione con il 58,1 per cento dei voti. Per governare l’Abruzzo si dimette da Parlamentare europeo, dove era stato eletto nel 2004. Ma la storia politica di questo personaggio comincia da lontano. Dopo il diploma di licenza media inferiore si trasferisce a Roma ed inizia il suo apprendistato sindacale nella sede romana dell’Istituto nazionale confederale di assistenza (INCA). Come sindacalista di area PSI, entra a far parte della segreteria provinciale della FIOM di Roma e quindi approfondisce la sua conoscenza del sindacato dei Metalmeccanici entrando a far parte dell’ufficio di organizzazione centrale della FIOM (Federazione operai Metalmeccanici) della CGIL (1968). Prosegue la carriera sindacale prima guidando per molto tempo la corrente socialista della CGIL e successivamente diventando segretario aggiunto durante la segreteria di Luciano Lama (1970-1986). Nel 1992 lascia il sindacato e un anno dopo diventa segretario nazionale del PSI subentrando a Giorgio Benvenuto, che aveva provvisoriamente sostituito Craxi al momento dell’uscita di quest’ultimo dalla vita politica italiana. Il partito, sconvolto dall’inchiesta Mani pulite, durante la sua segreteria si sfalda, diventando prima SI (Socialisti Italiani) e poi SDI (Socialisti Democratici Italiani). Con quest’ultimo movimento, nel 1994 Del Turco viene eletto alla Camera (XII legislatura) nel collegio elettorale di San Lazzaro di Savena e viene nominato vicepresidente della Commissione Affari Esteri; nella successiva legislatura viene eletto al Senato nel collegio di Grosseto per L’Ulivo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77127
Le misure del decreto
Rinvio di 18 mesi dei processi meno gravi; elenco dei procedimenti penali che dovranno essere trattati prima degli altri; uso dell’esercito per garantire la sicurezza nelle strade; aggravante della clandestinità. Sono queste alcune delle novità principali contenute nel decreto sicurezza sul quale l’aula della Camera è chiamata a votare la fiducia al governo. Corsia preferenziale per i processi Ogni ufficio giudiziario dovrà stilare, alla luce della direttiva del governo, un elenco dei processi che avranno corsia preferenziale nella formazione dei ruoli di udienza. E di queste priorità individuate, i capi degli uffici dovranno informare Csm e ministero della Giustizia. Passano in secondo piano tutti i processi che sono stati colpiti dall’indulto, che riguardano cioè reati commessi fino al 2 maggio 2006. Mentre dovranno essere celebrati subito i processi che prevedono il rito per direttissima, quelli con imputati detenuti e quelli che riguardano reati più gravi come mafia e terrorismo, incidenti sul lavoro, circolazione stradale, immigrazione clandestina. E quelli che hanno una pena superiore ai 4 anni. In più, i capi degli uffici giudiziari, nell’individuare i criteri di rinvio, dovranno tener conto della «gravità e della concreta offensività del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l’accertamento dei fatti, nonché dell’interesse della persona offesa».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77171
Palasharp, veto del Pd: «C’è Festa democratica»
«Ci mancherebbe, ma il Palasharp è occupato». Alla collezione dei «ci mancherebbe, ma…», i musulmani – tuttora alla ricerca di un posto per la preghiera – possono aggiungere il rifiuto del Pd: «Non vogliamo mandarli via – precisa il neosegretario metropolitano del Pd, Ezio Casati – ma quel giorno il Palasharp è già occupato dalla nostra Festa democratica. Abbiamo già un contratto con il gestore dell’impianto e dei contratti con gli artisti». «Onestamente c’è una sovrapposizione – spiegano al partito – nell’ultimo venerdì di agosto ci sono iniziative già programmate». Il giorno della preghiera è fra i più fitti di eventi: la Festa ex Unità nel fine settimana ha in programma stand e appuntamenti dal mattino alla sera, e la sala è prenotata da spettacoli e ristorazione. «Il problema – dicono dal coordinamento provinciale del partito – è legato all’afflusso e al deflusso delle persone. Ci sono due entrate diverse, una è quella che si usa uscendo dalla metro, per la preghiera si potrebbe usare l’altra, il problema è logistico, bisogna vedere il calendario».Una delegazione del Pd ieri ha incontrato il prefetto di Milano, rammaricandosi del fatto che «ad oggi non esiste alcun tipo di soluzione definitiva e tutte quelle sin qui ipotizzate risultano impraticabili». «Non va bene questo pellegrinaggio della preghiera – dice Casati – e dimostra immaturità nell’affrontare i problemi».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276692
Palasharp, veto del Pd: «C’è Festa democratica»
«Ci mancherebbe, ma il Palasharp è occupato». Alla collezione dei «ci mancherebbe, ma…», i musulmani – tuttora alla ricerca di un posto per la preghiera – possono aggiungere il rifiuto del Pd: «Non vogliamo mandarli via – precisa il neosegretario metropolitano del Pd, Ezio Casati – ma quel giorno il Palasharp è già occupato dalla nostra Festa democratica. Abbiamo già un contratto con il gestore dell’impianto e dei contratti con gli artisti». «Onestamente c’è una sovrapposizione – spiegano al partito – nell’ultimo venerdì di agosto ci sono iniziative già programmate». Il giorno della preghiera è fra i più fitti di eventi: la Festa ex Unità nel fine settimana ha in programma stand e appuntamenti dal mattino alla sera, e la sala è prenotata da spettacoli e ristorazione. «Il problema – dicono dal coordinamento provinciale del partito – è legato all’afflusso e al deflusso delle persone. Ci sono due entrate diverse, una è quella che si usa uscendo dalla metro, per la preghiera si potrebbe usare l’altra, il problema è logistico, bisogna vedere il calendario».Una delegazione del Pd ieri ha incontrato il prefetto di Milano, rammaricandosi del fatto che «ad oggi non esiste alcun tipo di soluzione definitiva e tutte quelle sin qui ipotizzate risultano impraticabili». «Non va bene questo pellegrinaggio della preghiera – dice Casati – e dimostra immaturità nell’affrontare i problemi».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276692