Aig rivuole 306 milioni di tasse E Geithner finisce nella bufera

Al centro di uno scontro sui bonus distribuiti, Aig sta combattendo «silenziosamente» con il governo federale per la restituzione di 306 milioni di dollari di tasse impropriamente pagate, alcune delle quali legate a operazioni condotte attraverso paradisi fiscali. Lo riporta il New York Times, secondo cui il colosso assicurativo avrebbe avviato un’azione legale nei confronti del governo per ottenere indietro quanto precedentemente sborsato. «Aig ha avviato azioni legali nei confronti del suo primo azionista, il governo, che ne controlla circa l’80% e che ha accordato aiuti per circa 200 miliardi di dollari alla società» per salvarla dal fallimento, scrive il New York Times, sottolineando come così facendo Aig «sta chiedendo ulteriori fondi, sotto forma di rimborsi fiscali». Questo suggerisce che Aig sta spendendo «risorse dei contribuenti per portare avanti la propria battaglia legale». Sulla vicenda dei bonus Aig, il quotidiano afferma inoltre che alcuni esponenti del governo, tra cui il ministro del Tesoro Geithner (di cui i repubblicani chiedono le dimissioni) sapevano del programma di pagamento dei bonus già da alcune settimane. Intanto, dopo le polemiche sollevate, i dirigenti di SocGen hanno deciso di non esercitare il diritto alle stock option fino a quando la banca usufruirà del sostegno dello Stato francese.

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Con i soldi delle tasse l’assessore finanzia il senso unico per cani

L’idea alla base del federalismo fiscale, parola di Roberto Calderoli, è che potranno essere messe insieme «quelle dodici, tredici tasse che oggi colpiscono la casa, realizzarne un’unica il cui beneficiario sarà il comune». In modo che il cittadino possa verificare «quanti soldi il comune gli fa pagare e come vengono gestiti».
Ci sarà da ridere. O da arrabbiarsi. O forse i sindaci italiani, di fronte a vincoli di bilancio più stringenti, riusciranno davvero ad abbandonare sprechi e virtuosismi da finanza creativa, e ci penseranno due volte prima di stanziare soldi pubblici per provvedimenti quantomeno bizzarri. Perché se è vero che di spese inutili la storia italiana è piena, quest’ultima estate forse ha fatto toccare il massimo: i primi cittadini hanno dato fondo alla fantasia, e in alcuni casi alle casse pubbliche, nell’emanare ordinanze e regolamenti. Il più bislacco, anche se finanziariamente non devastante, è quello adottato nel comune di Orbetello, dove è stato deliberato che nella zona a traffico limitato i cani possono passare, ma non passeggiare. Del resto i cartelli, fatti fare nuovi di zecca e fatti installare, parlano chiaro: «Divieto di passeggio ai cani». Ai vigili urbani il compito di capire chi col cane al guinzaglio stia «passando» o «passeggiando». Il provvedimento preso dalla giunta di Orbetello è paragonabile solo a quello preso quest’estate dal suo stesso capoluogo di provincia, Grosseto.

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