Elias: ?Il team Gresini per me è una famiglia?

Ivanov: Arrivo in una delle squadre più prestigiose del mondo – Grande soddisfazione per i due centauri scelti da Fausto Gresini per il prossimo campionato del mondo delle Moto2.

Grande soddisfazione nelle parole di Toni Elias e Vladimir Ivanov, i due centauri scelti da Fausto Gresini per il prossimo campionato del mondo delle Moto2.

“E’ per me una grande fortuna entrare a far parte del Team Gresini con la Moto2 perché è una delle squadre più prestigiose del Campionato del Mondo ‒ ha invece puntualizzato il russo -.

Sono molto eccitato di correre al fianco di un pilota esperto come Toni Elias e sono decisamente ansioso di salire in sella con la speranza di riuscire ben presto a raccogliere buoni risultati”.

Fonte:
http://www.datasport.it/news/2010/gennaio/18/15001/elias-team-gresini-una-famiglia.html

Rebiya Kadeer: 10 mila scomparsi in una notte a Urumqi. Il silenzio …

All’inizio del mese di luglio, le manifestazioni di uiguri a Urumqi sono degenerate in scontri con la polizia e fra gruppi etnici uiguri e han.

Pechino accusa proprio il World Uyghur Congress di aver fomentato la rivolta e bolla la Kadeer come ‘la mano nera’ che cerca l’indipendenza del Xinjiang con l’aiuto dei ‘terroristi’.

La Kadeer ha rigettato tutte queste accuse (e ha rifiutato gli appelli di Al Qaeda alla violenza) e ritiene la polizia e il governo cinese responsabile degli scontri.

Arrestato per un’altra vicenda il direttore di una radio statunitense secondo il quale si tratta di autentici bond, che il Giappone ha tentato di vendere in Svizzera, non fidandosi della capacità degli Stati Uniti di onorare il proprio debito pubblico.

Fonte:
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=15911&size=A

Agguati e coltellate tra baby gang: due latinos in manette In una rissa era rimasto ferito un salvadoregno Il capo della Mobile: «Sintomo di disagio sociale»

Tornano i Latin King, tornano le pandillas, le baby gang di origine latinoamericana. E i capi d’accusa che stavolta li inchiodano non hanno niente a che fare con passatempi da ragazzini. Gli investigatori della seconda sezione della squadra mobile, infatti, accusano cinque di loro (due sono minorenni) di essere gli autori, a vario titolo, di due feroci aggressioni avvenute nell’ottobre 2008 nelle strade del capoluogo lombardo, nei confronti di altri due ragazzi di origine sudamericana ritenuti «vicini» a bande rivali.I primi tre, legati ai «Latin King Chicago», Jefferson Fernandez Sanchez (18enne ecuadoriano, incensurato), William Chalgo Inga (20enne ecuadoriano con precedenti per rissa e danneggiamento) e un 16enne peruviano (con precedenti per rissa e furto), sono accusati di aver aggredito e ferito, colpendolo alla testa con cocci di bottiglia, il 23enne peruviano Flores Barrientos, che frequenta i «Latin King New York», mentre passeggiava nel pomeriggio del 19 ottobre in via Monte Titano, in zona Lambrate.Gli altri due sono salvadoregni incensurati, collegabili alla banda degli «Ms 13». Sono il 22enne Victor Antonio Iraheta, detto Joker e un altro 16enne, arrestati per aver assalito e accoltellato al fianco e al braccio un loro connazionale di 17enne, Daniel Nino Tejada dei «Commando», davanti all’istituto tecnico Molinari in via Crescenzago il 20 ottobre. Quando i poliziotti lo hanno fermato, il Joker aveva con sé un coltello.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325853

Alto Adige, ancora una vittima sul lavoro: muore un agricoltore – Cronaca

Tragico incidente sul lavoro in Alto Adige: martedì mattina, Erich Hopfgartner, agricoltore 46enne, è morto all’istante dopo essere caduto da un’altezza di ben sette metri. L’uomo stava lavorando su un silo per il foraggio. L’episodio si è verificato in Valle Aurina, a quota 1.840 metri.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80358

Una favola di seta chiamata Hermès

H ermès, storico marchio del lusso «made in France», ha scelto Milano come unica tappa europea della deliziosa mostra «Fiabe di seta» (da domani a lunedì 21 ottobre al Museo di Storia Contemporanea, in via Sant’Andrea 6) ideata dallo scenografo Hilton McConnico per festeggiare i settant’anni del mitico carré, l’inconfondibile foulard quadrato della maison. «Sotto Natale ne vendiamo uno ogni trenta secondi – spiega Patrick Thomas, presidente di Hermès – ma anche se abbiamo un archivio di oltre duemila disegni, ci vogliono due anni di lavoro per lanciare un nuovo modello. Visto che l’Italia è il nostro secondo mercato dopo la Francia e in più vanta industrie seriche di grande tradizione – prosegue -, ci sembrava giusto condividere questa storia con la capitale della moda italiana». A questo punto varrebbe la pena di ricordare che il nome scientifico del baco da seta è «bombix Mori» perché Ludovico il Moro, duca di Milano dal 1450 al 1466, importò alcuni esemplari dalla Cina per avviare l’intero ciclo produttivo del tessuto intorno al lago di Como. Ma i poetici allestimenti di McConnico che da tempo collabora con Hermès dopo aver curato la scenografia di film indimenticabili come «Diva» oppure «Finalmente domenica!», sono talmente belli da far dimenticare il campanilismo lombardo per una volta ampiamente giustificato dalla storia. La mostra è stata costruita attorno a una fiaba che racconta attraverso un percorso logico e magico allo stesso tempo (tutti i modelli esposti provengono dall’archivio oppure sono ancora in vendita nelle varie boutique sparse ovunque nel mondo) come la favolosa fibra naturale si trasformi prima in un quadrato bianco con lati da 90 centimetri esatti e poi nei favolosi carré di Hermès.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297033

«Maometto II» una tradizione vincente

da PesaroUna volta, a fare rumore, erano gli spettacoli insoliti. Ma ormai le «riletture», le «provocazioni» sono divenute di prammatica, a un punto tale da rappresentare quasi la routine. Non sorprenda, dunque, che lo spettacolo che maggiormente sembra aver convinto al Rossini Opera Festival di quest’anno, sia quello che meno si è distinto dal punto di vista della rottura e dell’innovazione. Dopo una Ermione attualizzata senza capo né coda, e un Equivoco stravagante tanto moderno quanto modesto, è toccato a un quieto, convenzionale, tradizionalissimo (ma eccellente) Maometto II cogliere il maggior numero di applausi ed entusiasmi.Perché? Non si tratta di conservatorismo operistico: è che le «riletture» funzionano solo se condotte con gusto e talento teatrale – altrimenti risultato arbitrarie, insopportabili. Mille volte meglio, allora, un allestimento come quello della splendida opera seria rossiniana diretta da Michael Hampe: dove l’epoca è semplicemente quella originale – il XVI secolo -, l’ambientazione nient’altro che quella prevista dal libretto – una rupestre fortezza veneziana nelle nitide scene neoromantiche di Alberto Andreis -, gli abiti solo quelli storici: armature ferrigne per i veneziani, casacche rosso sangue per i musulmani, nei costumi di Chiara Donato – e tutta la regia quella logica, precisa ed elegante di un artista che sarà magari carente nei voli di fantasia, ma ineccepibile in tutto il resto.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283520

Eluana, il padre: non è consumazione di una vita

Il presidente della Cei Angelo Bagnasco «Qui non si tratta di una consumazione di una vita, ma di fare in modo che la natura riprenda il suo corso che è stato interrotto». Così risponde al cardinale Angelo Bagnasco, Beppino Englaro, il papà di Eluana, la donna di Lecco in stato vegetativo dal ’92 e per la quale i giudici di Milano hanno autorizzato la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione che la tengono in vita. Papà Beppino Englaro, precisando di non voler entrare in polemica con la Chiesa, spiega che «il corso della natura è stato interrotto dai protocolli rianimativi che hanno portato Eluana allo stato vegetativo permanente. Questa è una condizione innaturale», ha aggiunto, ricordando ancora una volta la volontà che sua figlia aveva espresso ben prima del grave incidente di 16 anni fa. «Io non voglio insegnare niente a Bagnasco – ha precisato papà Beppino – perchè come tutte le persone ha il diritto di esprimere la propria posizione che, in questo caso, ricalca il magistero della Chiesa. Ci mancherebbe altro». Il papà di Eluana a questo proposito ha voluto di nuovo ribadire che i giudici lo hanno autorizzato, in qualità di tutore, a sospendere l’alimentazione e l’idratazione artificiali che tengono in vita sua figlia, «in modo che la vicenda clinica di Eluana riprenda il suo corso. È la volontà di Eluana. Questa situazione – ha continuato – è stata creata clinicamente e se ne deve uscire clinicamente secondo protocolli che rispettino la persona umana».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77166